martedì 5 febbraio 2013

E la sinistra, chi ce la restituisce?


Aridaje, come dicono nell'Urbe. Ci risiamo. Silvio Berlusconi, dopo l'ennesima sparata, è di nuovo al centro dell'attenzione mediatica. Si tratta, mi pare evidente, della vecchia e ben collaudata tattica del fare ammuina per fare affacciare la gente all'uscio di casa. Che è stato? Niente, bello 'e mammà, diremo eduardianamente, ed è inutile che vi mettete a scassare i piatti, perchè qua veramente non c'è niente da capire, oltre quanto abbiamo già detto. Quello che andrebbe capito, invece, è la reazione pavloviana della cosiddetta "sinistra", ossessionata dal Cavaliere al punto di monitorare ogni sua dichiarazione come se non fosse la gioiosa, strafottente espressione di una natura essenzialmente apolitica e amorale. La filosofia di Silvio Berlusconi può essere efficacemente riassunta in una semplice e breve locuzione: i cazzi miei. Berlusconi non fa politica, non l'ha mai fatta. Ha usato le istituzioni che nel nostro ordinamento esprimono il potere politico per garantire a se stesso, alla sua famiglia e ai suoi sodali sicurezza e prosperità. Altro che Falcone e Borsellino: Silvio Berlusconi è il vero eroe borghese.

Ecco qua, lo so che state schiumando dalla bocca, piddini e lettori di Repubblica. Ho scritto una cosa politicamente scorretta. La vostra etica bigotta e puritana, irriducibilmente ipocrita, ha fatto suonare di nuovo il campanello d'allarme. Cattivo Berlusconi. Ttò-ttò a Berlusconi. Va con le donnacce, fa affari con i mafiosi. Dice, Sircana e Marrazzo non andavano con i travestiti? E non sta venendo fuori che gli alti papaveri del PD hanno fatto anche loro qualche imbrogliuccio con il Monte dei Paschi? Sì, ma Berlusconi ha il conflitto di interessi. E sticazzi. Ma cosa volete che importi ai suoi elettori? Saranno anche evasori fiscali, gretti, ignoranti, ma sono sempre più onesti di voi. Votare PD e lamentarsi di Berlusconi è come andare a scommettere sui combattimenti di cani e poi lamentarsi che sono stati truccati.

Il problema non è formale, ma sostanziale. Berlusconi incarna mirabilmente una visione del mondo e della convivenza sociale che in questo momento è assolutamente preponderante. Attaccarlo senza attaccare quella è insensato. Ma mi rendo conto che il concetto possa risultare ostico a una "sinistra" che in fondo si trova più a suo agio nel salotto buono che non per strada o sui posti di lavoro. Una sinistra che è ancora in una certa misura élite intellettuale, e lo rivendica, senza però ambire ad alcun ruolo non dico di avanguardia rivoluzionaria, ma di semplice produttrice di cultura. Quel poco che sforna non è espressione di valori antagonistici, ma semplicemente una versione leggermente modificata delle stesse aspirazioni, le stesse istanze, la stessa ideologia degli elettori del Citizen Kane italiano. Con l'aggravante, lo ripeterò ancora una volta, dell'ipocrisia. Così, sull'edizione online del quotidiano di riferimento dell'area della sinistra moderata, a sinistra hai un sobrio resonconto del baratro finanziario che rende tristemente necessaria la cessione al padrone delle ultime fettine di culo, e a destra una hit parade dei culi più belli del mondo. La sublimazione giornalistica dei meccanismi di alienazione che ci hanno ridotti in questo stato: il tuo culo è nostro, ma eccoti qui un po' di culo salariato.

Ecco allora quello che penso io, che sarò l'ultimo stronzo, ma che non ho peli sulla lingua, nè sui polpastrelli, mentre digito queste parole. L'alternativa a Berlusconi non è Bersani, o Renzi, o Vendola. L'alternativa a Berlusconi è Chavez, è Morales, è Correa. Un approccio diverso alla politica, autenticamente di sinistra perchè autenticamente popolare, orientato alla costruzione di una società diversa. Certo, con le debite differenze, perchè l'Italia non è nè il Venezuela, nè la Bolivia, nè l'Ecuador. Ma se non si riesce a immaginare un paese diverso, che sia fondato sul LAVORO anziché sul PROFITTO (perchè essere di sinistra non può voler dire mettersi le polacchine, la giacca di velluto a coste e la Repubblica sotto il braccio), allora tanto vale votare il campione indiscusso del capitalismo all'italiana. Almeno ci fa fare due risate, con buona pace dei pretini che tanto scandalizza.

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